Vendi su Amazon, eBay o Shopify, i tuoi prodotti funzionano in Europa e l’Italia è il prossimo passo. A un certo punto della pianificazione compare un requisito che la maggior parte dei venditori extra-UE non ha mai incontrato: la garanzia VIES. Questa guida spiega quando un venditore online entra in contatto con il requisito e come evitare che rallenti il lancio.
Quando un venditore online ha bisogno di una posizione IVA italiana?
Le società extra-UE dell’e-commerce incontrano il sistema IVA italiano tipicamente in tre scenari: stoccaggio della merce in magazzini italiani o europei per accelerare le consegne (ad esempio tramite i programmi di logistica dei marketplace); vendite a clienti business europei (B2B); importazione in Italia per la distribuzione locale. In diverse di queste configurazioni serve una partita IVA italiana — di regola tramite rappresentante fiscale — e, per le operazioni intracomunitarie, l’inclusione nel VIES. Quali registrazioni richieda il tuo specifico modello logistico è una valutazione da fare con il rappresentante fiscale o il consulente tributario; qui ci concentriamo sul passaggio che più spesso coglie di sorpresa i venditori extra-UE.
Il passaggio che si scopre tardi: la garanzia
Dal 2025 gli operatori con sede fuori dall’UE che chiedono l’iscrizione al VIES devono presentare una garanzia a favore dell’Agenzia delle Entrate (D.Lgs. 13/2024; Decreto MEF 4 dicembre 2024; Provvedimento AdE n. 178713/2025). L’importo è fissato dalla normativa in 50.000 euro e la sentenza TAR Lazio n. 4986/2026 ha confermato l’impianto. Molti venditori scoprono il requisito solo quando la pratica si ferma — con la merce già prenotata in magazzino e le campagne già pianificate. Per approfondire: chi è obbligato a fornire la garanzia VIES e la sentenza TAR Lazio spiegata.
Cosa comporta in pratica un VIES mancante
Senza iscrizione al VIES la società non può effettuare operazioni intracomunitarie. Tradotto nel quotidiano dell’e-commerce: i clienti B2B non possono trattare le tue fatture come cessioni intra-UE, i flussi tra magazzini europei diventano problematici, e marketplace e fornitori di pagamento — che incrociano sempre più spesso i dati IVA dei venditori — possono segnalare o limitare l’account. Una pratica bloccata non è un dettaglio burocratico: può fermare l’intero lancio commerciale.
Organizzare il percorso: rappresentante fiscale, partita IVA, garanzia, VIES
La sequenza è lineare: nomina del rappresentante fiscale italiano, apertura della partita IVA, predisposizione della garanzia, domanda di iscrizione al VIES. Alcune fasi possono procedere in parallelo: vedi come organizzare rappresentante fiscale e garanzia VIES in parallelo. La garanzia è una polizza fideiussoria assicurativa emessa a favore dell’Agenzia delle Entrate. L’intera pratica — documenti societari, verifiche antiriciclaggio sui titolari effettivi, firma — si completa da remoto: vedi come firmare una fideiussione assicurativa dall’estero senza codice fiscale italiano.
I punti chiave per chi vende sui marketplace
- Inserisci la garanzia nel piano di lancio fin dall’inizio, non dopo aver presentato la domanda VIES.
- Tutto si svolge da remoto: nessuna fase della procedura richiede di venire in Italia.
- Tieni pronti i documenti societari (estratto del registro imprese, statuto, documenti d’identità di legale rappresentante e titolari effettivi): la preparazione documentale è di solito la parte più lunga della pratica.
Il quadro completo è nella pagina iscrizione VIES per società extra-UE e nella guida passo-passo all’iscrizione al VIES con l’Agenzia delle Entrate.
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